dantonag


Sono pericolosamente attratto dai vecchi computer.

Il motivo? Credo che faccia parte del vecchio discorso di cercare ciò che ci avvicina alla nostra infanzia, quando tutto era più semplice e più felice. O forse è semplicemente una disfunzione genetica, visto che anche mia madre ama riempirsi la casa di oggetti antichi pagati a peso d'oro.

Non colleziono computer vecchi perché spero che un giorno valgano un mucchio di soldi. Quel giorno, se esiste, è molto lontano, visto che i 4-5 retrocomputer che ho sono stati prodotti in milioni di esemplari. E non ho certo un Apple I o un Commodore 65. Né li venderei, in ogni caso.

Macintosh SE/30


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Se proprio dovessi trovare un inizio, tutto è cominciato il giorno in cui, passando vicino ad un cassonetto, notai con la coda dell'occhio una borsa blu consunta tra la spazzatura. Le storie dei retroman, o "nerd fissati con quella robba da nerd", iniziano tutte così, con un uomo che passa vicino ad un cassonetto.

La cosa è sorprendente, almeno in parte, visto che quello che ho trovato vicino al cassonetto, nella borsa blu, è un computer che, alla data della sua uscita, ovvero nel 1989, costava la bellezza di 6.500 dollari. Il computer era un Macintosh SE/30, dall'inconfondibile design, inconfondibile anche in mezzo ad una pila di rifiuti.

Quel giorno in cui tutto iniziò ho portato a casa e lucidato quest'oggetto che qualcuno, con incuria, aveva buttato, riportandolo (quasi) al suo fascino californiano.

Apple ][c


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Il design di questo computer è ancora più seduttivo del precedente.

Dentro ha una CPU storica ed a 8 bit, quindi un carisma elevato all'ennesima potenza. Poi sul retro ha una fantastica maniglia bianca che ne suggerisce un utilizzo realmente "mobile" (per l'idea di "mobile" che a Cupertino e nel resto del mondo avevano nel 1988). E poi ha una linea che... vogliamo parlarne? Se alla Apple nel 1988 avessero immaginato il computer del futuro, avrebbero prodotto questo. E l'hanno prodotto.

Purtroppo nel ritrovamento del mio Apple ][c non c'è una storia romantica come quella del SE/30, ovvero è stato pagato con euri sonanti. Però tra qualche anno sai quanto varrà...? Scherzavo!

Commodore 64 (g)


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Qualunque collezione di retrocomputer non sarebbe tale senza un "biscottone" (aka Commodore 64).

Anche qui, mitica CPU ad 8 bit (ma che saranno mai 'sti 8 bit, si starà chiedendo chi di computer non capisce nulla) ed una storia che è entrata nel mito. Pensate che ancora oggi, a 32 anni dalla messa in commercio di questa macchina, c'è gente che produce software per il C64. Pochi altri computer possono vantare questo primato.
Inoltre, pochi altri computer possono vantare il primato di possedere i pulsanti "pi greco", "picche", "fiori" e "cuori" sulla cliccosa tastiera.

Nonché ben quattro tasti funzione.

Commodore 128


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Il C128 è stato il mio primo computer.

Sì, una di quelle cose i cui ricordi si confondono, tipo nottate insonni di nascosto dai genitori, quarti d'ora passati a caricare giochi dal nastro (tipo che oggi se il computer rallenta un attimo storciamo il naso), quei programmi che a riguardarli adesso sembrano solamente un mucchio sgranato di pixel, e via dicendo.

Su questo computer ho imparato a programmare. Usando questo computer è diventato via via più chiaro che nella vita non avrei fatto un mucchio di soldi con una bodyrental, il mio lavoro non sarebbe stato quello del calciatore o del pilota di F35, non avrei avuto un mucchio di donne. Piuttosto avrei preferito passare i miei sabati sera a battere su quei dannati tasti. Per la passione per i bit. E così è stato.

Amiga 500


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L'Amiga 500 è stato il computer che non ho mai avuto. Fino a quando non ho potuto comprarne uno su eBay. Eppure ha rivoluzionato il mondo, forse più di tutti i precedenti. Ed è un altra di quelle icone che provengono dalla California, sebbene il mio arrivi probabilmente dalla più vicina Germania.

Se non l'avete già fatto, vi consiglio di leggere la storia dell'Amiga, su libri come On the Edge, di Brian Bagnall, perché assomiglia più ad un film, in cui tutti i pezzi vanno magicamente al loro posto, che alla vita reale.

Ma tant'è.

P.S.: altre entusiasmanti foto di retrocomputer sulla mia pagina di Pinterest.